17 Aprile 2003 - 13:37
(ANSA) - ROMA, 16 APR - Le esportazioni sono state l'ancora di salvezza per l'industria farmaceutica italiana che nel 2002 ha visto crollare il mercato interno con un tasso di crescita della spesa pubblica in medicinali che e' passata dal +33,4% del 2001 allo 0,5% del 2002. Lo rivela il rapporto annuale di Farmindustria sul settore. Ma a fronte di cio' le esportazioni di medicinali sono aumentate del 23%. Per il sesto anno consecutivo cresce anche il numero degli addetti del settore: 83.670 unita', con un incremento del 6,2% sull'anno precedente. Cresciuti anche gli occupati nel settore della ricerca che sono oggi 5.080, oltre il 5% in piu' rispetto al 2001. Buone notizie giungono anche dal fronte della ricerca che ha avuto nello scorso anno una tendenza positiva con investimenti pari a 914 milioni di euro (+12,8% sul 2001). Il quadro e' completato, infine, dagli investimenti fissi cresciuti di circa 15%, toccando quota 1.300 milioni di euro. - CRESCE L'EXPORT MA BILANCIA E' PASSIVA. Le importazioni farmaceutiche (medicinali + sostanze di base) nel 2002 sono ammontate a 10,225 miliardi di euro, con un aumento del 19,74% rispetto all'anno precedente. Nel nostro Paese sono arrivati farmaci soprattutto dal Regno Unito (15,56% sul totale delle importazioni), dalla Germania (13,82%) e dalla Francia (13,78%). Ma le esportazioni hanno fatto un balzo in avanti rispetto al 2001 del 12,96% (10,099 miliardi di euro). All'aumento delle esportazioni farmaceutiche nel 2002 non ha corrisposto un passo in avanti del totale delle esportazioni dell'Italia che sono diminuite del 2,8%. Il saldo della bilancia commerciale farmaceutica e' cosi' passato da un attivo di 399 milioni di euro ad un passivo di 126 milioni di euro. - SESTO MERCATO DEL MONDO. L'Italia e' per fatturato farmaceutico complessivo (farmaci + ospedali), con 14 miliardi di euro (3,3% del totale mondiale) il sesto mercato del mondo, dopo gli Stati Uniti (204,8 miliardi di euro, 48,7% del totale mondiale), Giappone, Germania e Regno Unito. - ITALIANI:304 EURO A TESTA L'ANNO PER FARMACI. La cifra comprende sia la spesa rimborsata dall'Ssn che quella fatta di tasca proprio. E' la piu' bassa rispetto ai 456 euro della Francia, ai 409 euro della Germania e i 365 euro del Regno Unito Unico Paese industrializzato con una spesa procapite piu' bassa e' la Spagna. La spesa farmaceutica pubblica italiana resta, nel 2002, piu' bassa della media che si registra negli altri principali paesi europei. - SPESA PRIVATA: ha fatto del 6,06% passando da 5.559 milioni di euro del 2001 a 5.896 milioni di euro di quest'anno. Per l'84% riguarda l'acquisto di farmaci di fascia C (a totale carico dei cittadini), per il 6% la spesa dei cittadini per i ticket e il 10% per farmaci rimborsabili acquistati direttamente dal cittadino senza prescrizione. - REGIONI. Anche nel 2002 in Liguria la spesa farmaceutica complessiva (pubblica e privata), e' piu' alta e ogni cittadino ha speso 374,58 euro, mentre la piu' bassa e nelle province autonome di Trento e Bolzano (252,04 euro). Le Regioni in cui, invece, i cittadini hanno speso maggiormente di tasca propria sono la Liguria e l'Emilia Romagna (152,79 e 125,45 euro). - SPESA PIU' ALTA AL CENTRO. La spesa farmaceutica complessiva (pubblica + privata) piU' alta, infatti, si registra nell'Italia centrale dove a testa, in media, si spendono circa 322,06 euro. Nel nord si arriva intorno a 300 euro e nel sud si tocca quota 298 euro. - LA RICERCA NON SI FERMA, CRESCITA RECORD. Nonostante i sei interventi che nell'arco di 18 mesi hanno interessato il settore la spesa in ricerca ha avuto un incremento del 12,84%, passando nel 2001 da 810 milioni di euro del 2001 a 914 milioni di euro nel 2002. Un aumento superiore agli incrementi registrati nella spesa per ricerca del settore chimico (+8,04%), del complesso dell'industria (+3,55%) e del 'complesso Italia' (+1,46%). - FATTURATO, CRESCITA A TASSO ZERO. Escluse le vendite ospedaliere, nel 2002 e' stato registrato un aumento del 2,9% (+2,63% al netto dello sconto a carico delle farmacie e a favore del Ssn) che, in termini reali (al netto dell'inflazione del +2,5) equivale sostanzialmente ad un tasso zero. Un dato tra i piu' bassi fra i paesi industrializzati (Giappone +1%, Francia +2%, Germania +8%, Usa +9%, Spagna +11%, Svezia +8%, Svizzera +7%). Il lieve aumento del 2,9% del mercato farmaceutico interno e' il risultato di una riduzione dei consumi dello 0,4%, di una riduzione dei prezzi dell'1,4% e di uno spostamento della prescrizione verso prodotti piu' costosi di circa il 5,7%. (ANSA).
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