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LA
STORIA DELL'OMEOPATIA
Fu
dunque S. Hahnemann a
fondare, tra la fine del Diciottesimo e l'inizio del Diciannovesimo
secolo, la disciplina medica definita 'omepatia'.Egli esercita
la sua professione di medico in diverse città dell'Europa
centrale.
Ma
è a Lipsia che il nostro medico comincia ad avere dei
forti dubbi sul fatto che i metodi usati per curare i malati
fossero veramente validi ( salassi, purghe etc. etc. ) e fu
per questo che un giorno prese la decisione, si affacciò
alla porta del suo studio e, rivolgendosi con decisione ai
pazienti che attendevano il loro turno in sala d'attesa, disse
loro: 'Andate via, non sono in grado
di curarvi'.
Iniziò
un periodo di intenso studio e riflessione. Un giorno viene
attirata la sua attenzione da un volume di W. Cullen ( Materia
Medica ), che parlava degli effetti che aveva sui coltivatori
la pianta di CHININO.
Cullen diceva che il CHININO,
che Hahnemann stesso aveva però assunto il chinino
anni prima, quando aveva contratto la malaria, ed aveva avuto
una diversa esperienza. è un farmaco antimalarico e
provocava nei coltivatori febbri molto simili a quelle date
dalla malaria. Decise allora di fare una verifica, ripetendone
l'assunzione.
Dopo qualche tempo si accorse però, con sorpresa, che
piccole dosi di chinino ripetute erano in realtà in
grado di indurre dei sintomi molto simili a quelli, a lui
ben noti, della malattia che questa sostanza era in grado
di curare: la malaria.
Questi
sintomi apparivano dopo un paio d'ore dall'assunzione del
rimedio scomparendo poi due o tre ore dopo la sua assunzione.
E con questa sperimentazione Hahnemann arriva al " motto
" dell'Omeopatia: " simile
cura il simile ".
Egli pensò quindi di sperimentare l'effetto di altre
sostanze, provandole su se stesso e sui suoi familiari. Poiché
aveva intenzione di studiare anche l'effetto di sostanze tossiche
- l'arsenico fu una delle prime che sperimentò - decise
di diluirle sempre più, per attenuarne gli effetti
negativi.
Stabilì
così la seconda importante regola della medicina omeopatica:
"DILUENDO UNA SOSTANZA, SI ELIMINANO
I SUOI EFFETTI DANNOSI E AUMENTA LA SUA CAPACITA' CURATIVA
".
Si
accorse infatti che, indagando attentamente, ci si rendeva
conto del fatto che ogni soluzione era in grado di indurre
un insieme di sintomi molto specifici ed articolati, che non
si limitava ad un singolo organo o apparato, ma coinvolgeva
sempre l'intero organismo fisico, ed anche lo stato mentale,
dell'individuo che la stava sperimentando.
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